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Giochi di imitazione

Giochi di imitazione nei bambini si riscontrano dai 2 e 3 anni e continuano, in forme sempre più elaborate, per tutto il periodo che Sigmund Freud chiama della “latenza”, cioè in età scolare. Il bambino riproduce scene di vita quotidiana, la mamma che cucina o che stira, la vita a scuola con i suoi amici, secondo pratiche che via via assumono ruoli diversi: sono giochi di fantasia, contesti per liberare creatività, ma anche per rielaborare emozioni. Sono giochi simbolici e giochi di compensazione, dove singoli episodi rivivono per essere “digeriti”. Ecco perché si gioca al dottore, si finge che sia tornato il papà quando è lontano, si dà alla bambola la medicina che ha un brutto sapore. Sono anche attività che stimolano abilità cognitive e creative: si gioca a fare la mamma, a preparare il pranzo sulla cucina giocattolo, ad apparecchiare per l’amico immaginario.