Si può spiegare il terrorismo ai bambini?

Spiegare il terrorismo ai bambini

Come spiegare il terrorismo ai bambini?

Il tragico evento di venerdì 13 novembre, l’attentato di Parigi, ci ha lasciati attoniti. Il silenzio, la reazione più saggia. La rabbia, quella più istintiva. Un grande interrogativo, però, tocca l’animo di molti: come spiegare ai bambini cosa sia successo e perché? Bella domanda: sapessimo farlo, sapessimo andare al cuore del problema, probabilmente il problema non esisterebbe più. Piccoli nella nostra impotenza, quindi, cerchiamo almeno di rasserenare i nostri figli, quelli su cui riporre le nostre speranze per un mondo migliore.

Chi sono i terroristi? Cos’è la guerra?

Presto o tardi, i bambini ci faranno queste domande. In una società multietnica, non è raro che i bimbi siano a contatto, già alla scuola dell’infanzia, con coetanei di credo religioso diverso dal loro. Se non è il compagno di scuola, sarà il vicino di casa o il bimbo incontrato ai giardinetti. Per spiegare il terrorismo ai bambini, noi diciamo:

Dire che ci sono uomini cattivi, che fanno del male agli altri, ma non mettere etichette discriminanti.

I bambini sono come spugne e si convincerebbero sin da piccoli che l’amichetto islamico è cattivo in quanto islamico; o, se non proprio lui, quelli della sua famiglia, della sua cerchia e via discorrendo.

Che uomo potrà mai essere un bimbo che cresce pensando che i diversi siano cattivi?

Osservate i vostri figli giocare: a loro non importa di alcuna differenza. Non prendono in considerazione il colore della pelle, la religione, il ceto sociale. Loro giocano e basta. In queste tristi giornate, i loro giochi sono turbati dal nervosismo di noi adulti, dalle notizie che – anche se filtrate – giungono ai loro occhi e alle loro orecchie. Demonizzare lo straniero è inutile, se non pericoloso.

Spiegare la guerra ai bambini

Proviamo a dir loro che la guerra è una cosa orribile, che spesso nasce per sete di potere mista a ignoranza e odio cieco fra popoli, e che la Pace è un valore prezioso. Proviamo a dar loro la speranza che un mondo migliore sia possibile già a partire dall’amore per il prossimo, tutto il prossimo.
Quando proviamo a spiegare il terrorismo ai bambini, lasciamo la dolce illusione che questo strazio pauroso può aver fine con l’impegno e l’amore di tutti.
Non terrorizziamo i bambini con le nostre paure, convinciamoli del gran potere che avranno un giorno, cioè quello di credere nella Pace dei popoli. Parlate loro di Pace quando spiegate la guerra. E abbracciateli forte, consapevoli che non tutti i bimbi hanno la fortuna di un forte abbraccio quando il cielo si tinge di lutto.

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