Se il bambino si ammala. 5 consigli per le famiglie

Sono arrivati i primi freddi e molte famiglie affrontano le malattie stagionali dei loro bambini. Didagiochi ha chiesto a pediatri, esperti e genitori alcuni consigli per affrontare al meglio l’autunno e l’inverno con i più piccoli.
I pediatri ricordano soprattutto che non è il freddo a far ammalare i bambini, ma il fatto che virus e batteri proliferano e si possono meglio propagare in ambienti caldi e chiusi. Ci ammaliamo di più d’inverno, nella gran parte dei casi, proprio perché il freddo cambia le nostre abitudini e ci invita a trascorrere più tempo negli interni.

 

Il consiglio numero 1: areare il più possibile i locali di casa e non avere paura, quando i bambini sono in salute, a portarli fuori, abbigliati e coperti in modo adeguato.

 

Sono sempre i medici a consigliare, negli ambienti domestici, di mantenere una temperatura non troppo elevata e, per quanto possibile, né troppo umida, né troppo secca. 20-22 gradi sarebbero sufficienti, non di più. Nella lista delle buone abitudini non mancherà l’attenzione a evitare sbalzi di temperature troppo drastici. Se fuori fa freddo, ridurre lo sbalzo sarà difficile, quando entriamo o usciamo, ma qualche accorgimento è tuttora possibile. Molte mamme sono troppo indaffarate da spogliare i loro bambini, una volta entrati in ambienti pubblici, caldi e affollati, come supermercati, mezzi pubblici. Eppure, un gesto banale come togliere il cappotto al bambino, per poi rimetterlo di nuovo per uscire, può fare la differenza.

 

Il consiglio numero 2: non allarmarsi.

 

I bambini si ammalano spesso d’inverno e, in molti casi, c’è soltanto da aspettare che passi. Molti malesseri stagionali, febbri e raffreddori, si risolvono da soli, in tre o quattro giorni da riposo. Attendere aiuta anche, in molti casi, a comprendere meglio di che si tratta: diagnosi precoci, a volte, possono rivelarsi incomplete. Dopo tre o quattro giorni, il decorso della malattia farà capire se è necessario intervenire con delle medicine e, nel caso lo decida il pediatra, con l’antibiotico.

 

Consiglio numero 3: non tutte le malattie sono contagiose allo stesso modo.

 

La varicella, ad esempio, non prevede portatore sano. In pratica, se il bambino si ammala di varicella, i genitori che lo accudiscono, se sono sani, non risultano contagiosi per i colleghi o per altri parenti.  Altro discorso, invece, per la scarlattina, che è una malattia infettiva di origine batterica, molto contagiosa, che richiede procedure di isolamento più rigide per il bambino malato.

 

Consiglio numero 4. Alcune malattie guariscono lentamente.

 

Una febbre di tipo non grave sparisce in tre giorni circa. Una tosse può durare anche quindici giorni e, ciò nonostante, solo in alcuni casi richiede medicine mirate. Se il bambino si ammala, la pazienza non è la soluzione più amata dai genitori, alle prese con equilibrismi tra babysitter e lavoro, ma in certi casi è la pratica più efficace.

 

Consiglio numero 5: idratazione.

 

Tutti sappiamo che mangiare frutta e verdura aiuta il nostro corpo a difendersi e sappiamo anche che bere molto è un toccasana. Le mamme si sentono ripetere spesso dai medici, quando il bambino ha la febbre, il consiglio di invitare il malato a bere molto, perché l’influenza stessa tende a disidratare.

Quanti ricordano, invece, che un bagno caldo può aiutare a liberare un naso intasato, prima di ricorrere all’Aerosol?

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