La cameretta nuova

Scegliere il piccolo arredo della cameretta

Scegliere insieme il piccolo arredo della cameretta può far sentire il bambino importante. A volte è un singolo gioco, un particolare, ad accendere la fantasia del bambino e ad abituarlo a un nuovo spazio. Riceviamo la testimonianza di una mamma e pubblichiamo.

Quando è nato Mattia abitavamo in un bilocale, a cui eravamo molto affezionati, ma senza spazio per la cameretta del bambino. Mattia ha dormito nel letto vicino al nostro per quasi tre anni. Nel frattempo, io e mio marito ci eravamo messi di impegno per cercare un appartamento nuovo. Trovammo, finalmente, la casa più adatta a noi e, passo dopo passo, iniziammo ad arredarla.
Mattia, ogni tanto, ci seguiva nelle nostre visite all’appartamento, mentre la casa prendeva forma. Spesso spiegavo al bambino che avrebbe avuto una sua cameretta e che avremmo scelto mobili e complementi d’arredo per dare, a quello spazio, tutto il valore che meritava.
Per vincere anche le titubanze sulla novità che lo attendeva – dormire in una stanza lontano dalla mamma! – iniziai a coinvolgerlo nella scelta degli arredi. Io e mio marito pensammo a letto, armadio, cassettiera…

La cameretta nuova

Tenevo molto alla cura della sua cameretta, mi sembrava un modo per prepararlo al trasloco: cambiando casa, ogni spazio a cui era abituato, la cucina, la sala, il luogo dedicato ai giochi e al sonno, sarebbe stato diverso.
Mattia, sulle prime, mostrava molte resistenze. Non voleva sapere nulla della cameretta nuova e tanto meno sembrava contento di trasferirsi. Fu qualche tempo dopo, quando gli dissi che avrebbe potuto scegliere egli stesso dei complementi di arredo colorati che cambiò atteggiamento. Credo che gli piacque un orologio a forma di pesce, dai colori molto vivaci, che non aveva mai visto prima. D’improvviso trovò interesse per la cameretta nuova. Ascoltammo il suo parere anche per altri elementi di piccolo arredo: un tavolo quadrato basso per permettergli di disegnare e giocare, sedie di legno adatte alla sua altezza, una panca portagiochi.
Litigammo anche un po’ perché voleva decidere anche troppo, ma, tra capricci, rimproveri e mediazioni, trovammo la soluzione.

Volevo soprattutto che capisse che quello era il suo spazio, pensato per le sue esigenze e che avere una cameretta nuova, tutta per sè, significava essere “diventato grande”.

Nella sua cameretta Mattia trovò spazio per mettere in ordine i suoi giocattoli e averne di nuovi, oltre a molti accessori colorati: un attaccapanni, uno “strano” albero con i numeri per misurare la crescita in altezza.
Al compimento del suo terzo anno d’età, finalmente, traslocammo. Mattia non aveva mai dormito in una stanza diversa da quella di mamma e papà. Ci toccò qualche notte agitata, lo ammetto. Poco meno di un mesetto dopo, Mattia era felicissimo della sua cameretta nuova.

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