La scimmietta che voleva stare sempre sveglia

la scimmietta che voleva stare sempre sveglia - Favole per bambini quando fanno i capricci

Favole per bambini: quando i bambini fanno i capricci

Cari genitori, “la scimmietta che voleva stare sempre sveglia” è una storia familiare, vero? Dedichiamo questa, tra le favole per bambini, a quelli più grandicelli che hanno iniziato ad avere una pur approssimativa nozione del tempo. Questi bimbi fanno ancora qualche capriccio prima di andare a dormire. Presto, però, saranno in grado di crescere e imparare quanto le buone abitudini, di notte e di giorno, possa aiutarli a stare bene.

 

la scimmietta che voleva stare sempre sveglia - favole per bambini

Racconti per bambini: La scimmietta che voleva stare sempre sveglia

Switty era una scimmietta che faceva sempre i capricci prima di andare a dormire. Quando arrivava sera, la mamma le diceva : “Switty, guarda il cielo fuori! E’ tutto buio, il sole è andato a dormire da un pezzo! Dobbiamo andare a dormire anche noi”.
Switty protestava. “Non voglio andare a letto! Voglio stare sempre sveglia”.
Switty faceva i capricci tutte le sere e il suo papà, la sua mamma, i nonni tutti la chiamavano “la scimmietta che voleva stare sempre sveglia”.
Ogni sera, Switty si addormentava sempre più tardi. La mamma stava per perdere la pazienza con la sua cucciola e le diceva: “Se vai a letto così tardi, al mattino sarà difficile alzarsi”.
La scimmietta che voleva stare sempre sveglia, però, non credeva alla mamma.
Una sera, Switty decise: voleva stare sveglia tutta la notte, perché aveva troppa voglia di saltare, correre per la casa e inventare giochi nuovi. La mamma le disse:

 

 

“Va bene, Switty, per questa sera facciamo come vuoi tu. Dal momento che non hai sonno, non dormire!”.
La scimmietta che voleva stare sempre sveglia era felicissima. Prima saltò sul letto della sua camera, dopo andò sul lettone della mamma a fare le capriole, poi le venne in mente di correre un po’ tra la cucina, il corridoio e il bagno e fece una gara con il suo papà. Dopo, le venne in mente di tirare fuori tutti i suoi giocattoli dell’armadio e di spargerli sul pavimento. Fece anche una lotta con i peluches: che confusione nella sua cameretta!
Mamma e papà avevano deciso di aspettare che Switty si stancasse da sola e non dissero nulla.
La scimmietta che voleva stare sempre sveglia giocò e giocò ancora. Quando le si chiusero gli occhi era sdraiata sul pavimento, tra peluche e costruzioni. Mamma e papà la misero sul letto e andarono a dormire.
Il mattino dopo, il sole era già alto nel cielo, il papà si era alzato per andare al lavoro e Switty dormiva.
Switty dormì per tutto il giorno: tanti amici suonarono alla porta della scimmietta che voleva stare sempre sveglia. Prima arrivò Lod il coniglio che mangiava sempre carote:

“Toc toc, posso entrare in casa a giocare con Switty?”
“Ciao Lod”, disse la mamma. Switty dorme ancora. “

Dopo un poco, arrivò Mot il gatto.

“Toc toc, posso entrare in casa a giocare con Switty?
“Ciao Mot”, disse la mamma. Switty dorme ancora.

Passarono le ore del mattino e la scimmietta che voleva stare sempre sveglia ancora dormiva.
Arrivò anche Conny il cagnolino:

“Toc toc, posso entrare in casa a giocare con Switty?”
“Ciao Conny”, disse la mamma. Switty dorme ancora.”

Passò anche Tap, il topo che amava il formaggio, ma dopo si fece sera, gli amici di Switty dovettero andare tutti a casa dalle loro mamme, a fare il bagno, andare a cena e infine a dormire.
Quella dormigliona di Switty si svegliò all’ora di cena, quel giorno.
“Dove sono i miei amici?”, disse Switty.
“Sono tutti a casa”, rispose la mamma. “Guarda il cielo, Switty: è quasi l’ora del tramonto, il sole sta per andare a dormire e tra poco è ora di cena. Ti sei svegliata troppo tardi”.
“No! Non è tardi e io sono Switty, la scimmietta che voleva stare sempre sveglia!”. Protestò la cucciola.
“Switty”, spiegò la mamma, “mentre tu dormivi, i tuoi amici erano tutti svegli e volevano giocare con te. Ora tu sei sveglia e hai voglia di giocare, ma è sera, i tuoi amici sono andati a casa e tra un poco andranno a letto”.
“No!” protestò ancora Switty, che non voleva credere alla mamma. Ora però si sentiva sola e non capiva: perché il sole stava andando a dormire? Perché era di nuovo sera?
Dopo cena, la scimmietta che voleva stare sempre sveglia non aveva voglia di giocare. Era stata tutto il tempo da sola e si sentiva un po’ triste. Si annoiava, ma non aveva sonno: era una bella seccatura essere una scimmietta che voleva stare sempre sveglia!
Passarono alcuni giorni e Switty era sempre più triste. I suoi amici non venivano a trovarla e lei non sapeva più quando era l’ora di andare a dormire.
“Mamma, mi aiuti ad addormentarmi?”, chiese la scimmietta.
Così la mamma iniziò a leggerle un libro, a cantarle una ninna nanna e piano piano la scimmietta che voleva stare sempre sveglia cambiò. Il papà aveva stabilito una regola: si andava a letto subito dopo la lotta di peluche.
Dopo cena, il papà diceva: “E’ l’ora della lotta di peluche!” e Switty si divertiva un mondo.
Dopo, il papà e Switty mettevano a posto i peluche, la mamma veniva a leggere una storia e Switty si addormentava.
Quando Switty imparò ad addormentarsi per tempo, i suoi amici tornarono a trovarla e lei fu di nuovo contenta.
Era diventata la scimmietta che dormiva di notte e giocava tanto di giorno, come tante, in tutti i paesi del mondo.

 

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