Il bambino che non voleva andare a dormire

il bambino che non voleva andare a dormire

Favola per bambini da leggere prima di andare a dormire

Care mamme, la prossima è una di quelle favole per bambini da raccontare alla sera, prima di andare a dormire. E’ dedicata ai bimbi che non vogliono andare a letto e si inventano tante scuse per procastinare il momento del sonno.  La storia si ispira a una fiaba di origine scozzese: noi abbiamo cambiato il finale, evitando gli elementi che potevano incutere paura ai più piccoli e pensando a una fiaba per calmare i bambini e avvicinarli, in modo morbido morbido, al momento del sonno.

 

Lettura per bambini: Il bambino che non voleva andare a dormire

Parcie era un bambino che non voleva andare a dormire. Viveva in Scozia, in una casa di pietra ai confini del paese. La sera, quando fuori oramai era buio e faceva freddo, Parcie restava di fronte al camino, ascoltando le fiabe che raccontava la mamma e guardando il fuoco.
Quando era l’ora di andare a dormire la sua mamma diceva:
“Adesso è ora di andare a letto, Parcie”, ma il piccolo protestava e si inventava mille giochi pur di stare sveglio.
Una sera la mamma, stanca delle lamentele del bimbo, gli disse:

 

“Va bene, Parcie. Se non vuoi andare di sopra a dormire, resta qui. Vorrà dire che aspetterai l’arrivo del folletto questa notte. Io vado a letto.

Parcie guardò la mamma fare le scale per andare in camera. Non voleva stare da solo, ma non voleva neppure salire di sopra per andare a letto. Così restò a guardare il fuoco che, piano piano, faceva fiammelle sempre più piccole e stava per spegnersi…quando arrivò il folletto.

 

“Ciao, io sono Parcie, tu chi sei? “ chiese il bimbo.
“Io sono il folletto. Vengo ogni notte a pulire casa, quando voi siete a dormire.”
“Non voglio andare a dormire! Non ho sonno!” disse Parcie
“Anche io non voglio fare i mestieri! Giochiamo”, disse il folletto e si misero a saltare attorno al fuoco. Parcie non era stanco, anzi, voleva saltare e correre sempre di più!
Il folletto e il bambino saltarono tanto da stancarsi le gambe. Nel frattempo, però, il fuoco si era spento e cominciava a far freddo.
“Parcie, io ora devo proprio iniziare a pulire. E’ il mio compito”, disse il folletto.
“Ma io voglio continuare a giocare!”, protestò Parcie.
“Facciamo un patto”, disse il folletto. “Vediamoci tutte le sere, quando il fuoco sta per spegnersi e la tua mamma è di sopra. Balliamo fino a che il fuoco si spegne e ci salutiamo.
Se tu vai ora a dormire, io torno domani sera a giocare con te”.
“ Va bene”, accettò Parcie. “Io vado di sopra allora, ma tu non dire niente alla mamma”. “Stt, sta arrivando, nasconditi!” e il folletto si nascose.
La mamma era scesa un secondo per controllare il suo bimbo.
“Mamma, sono pronto, andiamo a dormire ora”.
“Bene, ne sono felice”, rispose la mamma. “Andiamo di sopra”.
Una volta nel letto, Parcie si addormentò subito, senza fare capricci.
La sera dopo, chiese alla mamma di poter stare qualche minuto da solo accanto al fuoco. La mamma accettò. Il folletto giunse e, insieme, saltarono e corsero accanto al fuoco fino a vederlo spegnere.
“Mamma, sono pronto ora”, disse il bimbo, e da allora non protestò più per andare a dormire.

 

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