10 consigli per navigare in rete con i bambini

Molti genitori ci hanno scritto, dopo il post relativo a Internet e bambini. L’orco cattivo fa paura ai piccoli e ai genitori e sul web, come nella vita reale, i cattivi non mancano. Noi proviamo a dare un riepilogo delle indicazioni più importante date dagli esperti: di seguito trovate i nostri 10 consigli per navigare in rete con i bambini.  Attenzione: la nostra lista non si sostituisce a quella della Polizia. Piuttosto, integriamo e aggiungiamo alcuni spunti di riflessione.

1.    Avere familiarità con il pc, la rete e i social network.

I genitori dovrebbero avere una competenza informatica almeno pari a quella dei loro figli, se non di più. La dimestichezza con pc, tablet, smartphone, con Internet e con i social network si guadagna con la teoria e la pratica: è alla portata di tutti, bastano le letture giuste e l’esperienza sul campo.

2.    Dotarsi di tecnologie di protezione.

Strumenti come antivirus, firewall, sistemi per bloccare siti sgraditi sono oggi disponibili in molte versioni. Non bastano, ma sono di certo la prima condizione per preparare il pc a una navigazione sicura, da parte di tutti. Gli esperti informatici sottolineano di controllare periodicamente gli strumenti di protezione e di non trascurare anche la sicurezza degli smartphone, ultimo bersaglio di virus e attacchi hacker.

 

3.    Dare l’esempio.

L’atto pedagogico più importante è sempre l’esempio. Sin da piccoli, i bambini ci vedono utilizzare smartphone e pc: noi adulti sappiamo moderare il tempo che dedichiamo ai dispositivi elettronici?
Come ci comportiamo quando riceviamo una telefonata o una mail da un mittente sconosciuto? Sui social network, prestiamo attenzione a non rivelare troppi dati personali o tendiamo a riportare senza filtri la nostra vita quotidiana?

 

4.    Consapevolezza.

Fra i 10 consigi per navigare in rete con i bambini, questo punto è una diretta conseguenza del primo. Conoscere il pc è importante tanto quando sapere che cosa ci si trova “dentro”. Alcuni critici hanno notato che i digital native, i giovani nati con le tecnologie, a volte non sono a pieno consapevoli di quello che accade sulla rete perché non ne conoscono le dinamiche interne. Spieghiamo ai nostri figli che cos’è la Rete, come funziona, come è possibile utilizzarla a fini nobili e meno nobili. Spieghiamo loro perché è possibile rimanere anonimi sul web e quali conseguenze ne derivano (sono sicuro dell’identità del mio interlocutore?)

 

5.    Privacy.
La polizia di Stato è chiarissima: bambini e adolescenti devono essere educati subito a non rivelare dati personali sul web. Ai più grandi è possibile spiegare in modo dettagliato i rischi. Polizia di Stato pubblica spesso dettagli di episodi di reati, esempio delle strategie utilizzate per adescare i minori in rete.

 

6.    Mettere il pc in salotto.

Un consiglio pratico, da non sottovalutare: lasciare il pc in una zona centrale della casa, di modo che il bambino non sia “solo” quando naviga.

7.    Condividere.

Spendiamo, sin da subito, del tempo con i nostri figli accanto al pc. Sarà più facile spiegare loro che cosa fare e come comportarsi durante la navigazione. Condividere un’esperienza, anche digitale, è un atto educativo che ha diversi significati: diamo alla tecnologia un valore equilibrato, non il sapore di qualcosa di “proibito”.

8.    Dare limiti di tempo.

Limitare il tempo che si passa al pc è una misura di prudenza e un gesto pedagogico insieme. Deve essere una regola, ma proposta accanto a delle alternative, da una partita di pallone a un gelato. Può non essere semplice applicarla, ma non va dimenticata.

9.    Tenere informato anche il bambino che sembra meno interessato alla tecnologia.

Non dobbiamo “informatizzarlo” a tutti i costi, ma neppure tenerlo all’oscuro è una soluzione. Il nostro bambino avrà pure un amico con un tablet: meglio che abbia, almeno, qualche nozione di base.

 

10.    Ascoltare e osservare il bambino.
Gli esperti invitano spesso a osservare eventuali comportamenti che sembrano troppo diversi dal solito, in modo particolare se legati a nervosismi e a molto tempo trascorso sulla rete. Gli indizi non sono prove ma possono essere campanelli d’allarme…

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