Come attendere il Natale con i bambini

Come preparare i bambini al Natale? Come insegnare loro ad aspettare, senza troppa fretta, l’incanto del giorno più amato? Molte famiglie si domandano come organizzare i giorni dell’Avvento, prima del 25 dicembre, nel modo migliore: è  una grande occasione per i più piccoli, ma anche per i grandi, per riscoprire il valore dell’attesa. Come attendere il Natale con i bambini?

Ci è venuto in mente un episodio del Piccolo Principe, di Antoine Saint Exupery. Il piccolo principe sta facendo amicizia con la volpe.

“Il piccolo principe tornò l’indomani.
– Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora- , disse la volpe. – Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; SCOPRIRÒ IL PREZZO DELLA FELICITÀ !Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti”.

Come l’appuntamento tra la volpe e il suo nuovo amico, il Natale è una festa che si ripete, anno dopo anno, a una scadenza fissa. E’ il contesto ideale per apprendere le emozioni legate ai riti. Anche i bambini più piccoli hanno una nozione vaga del Natale. Per preparare una buona atmosfera d’attesa nei confronti della festa, però, è bene sapere come i bambini percepiscono le esperienze.

I bambini non hanno la nozione “astratta” del tempo.

Bambini di tre anni, ma anche di quattro e di cinque, sono soliti chiedere “quando è giovedì?”, “quando è ora di pranzo?”. I piccoli che frequentano l’asilo nido, la scuola materna, anche il primo anno di scuola elementare, sono abituati a sentir parlare dei giorni della settimana, sentono i genitori dire “siamo in ritardo”, sanno che in una giornata ci sono le mattine, i pomeriggi, le sere: questo però non vuol dire che ne abbiano una concezione chiara, come ne avrebbe un bambino di otto anni o un adulto.
Gli educatori, in genere, iniziano a lavorare sul concetto di tempo insegnando il succedersi delle stagioni e il Natale viene, abbastanza presto, associato all’inverno. I bambini sono aiutati, nelle loro esperienze quotidiane, a percepire lo scorrere delle ore nella giornata attraverso le loro abitudini: le attività di gioco a scuola, il pranzo, la nanna pomeridiana, il rientro a casa, il bagno prima della cena.
Per capire come attendere il Natale con i bambini, bisogna sapere associare ciascun passaggio a un’esperienza concreta. Il calendario dell’Avvento è una soluzione adatta ai più grandicelli, meglio se le finestrelle da aprire sono messe in sequenza e se affiancate a dei giochi, di volta in volta, differenti.
Per i bambini più piccoli i “preparativi” dovranno essere più lunghi e partire prima. Molte mamme  suddividono le tappe dell’attesa in settimane. La prima volta, andiamo in cantina a prendere l’albero e le palline; la seconda, prepariamo l’albero  e così via. Al bambino diciamo: “quel giorno che andremo dai nonni vestiti con la camicia rossa a quadretti sarà Natale” …
Sapere come attendere il Natale con i bambini vuol dire anche dar loro il messaggio che non è possibile desiderare e ottenere, tutto e subito, ma che i doni, così come i momenti di gioia, vanno preparati e coltivati. I bambini più grandi scrivono la lettera a Babbo Natale e la imbucano: la lista dei desideri è fatta e non si può più tornare indietro. Imparare ad aspettare non è facile; i genitori dovranno avere la pazienza di ripetere le parole e gli “appuntamenti” di rito, proprio come fanno il piccolo Principe e la volpe.

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